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	<title>Castel del Monte &#124; Puglia &#124; Sito UNESCO &#187; Ibn-Idris</title>
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	<description>Il portale di storia, arte, turismo e cultura sul castello federiciano patrimonio dell&#039;umanità</description>
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		<title>Federico II: l’ultimo Imperatore</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Sep 2012 11:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Domenico Tangaro]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Federico II di Svevia]]></category>
		<category><![CDATA[Aristotele]]></category>
		<category><![CDATA[Bernardo Chartres]]></category>
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		<category><![CDATA[Museo Civico di Barletta]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Museo Civico di Barletta ospita un busto che ritrae con intensità il volto di Federico II. Con lui lo studio dell’ambiente e la creazione di strutture architettoniche particolari apre la strada allo studio del territorio in senso moderno. Il Museo Civico –Da alcuni mesi è stato aperto al pubblico il nuovo Museo Civico di Barletta all’interno del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it--><em>Il Museo Civico di Barletta ospita un busto che ritrae con intensità il volto di Federico II. Con lui lo studio dell’ambiente e la creazione di strutture architettoniche particolari apre la strada allo studio del territorio in senso moderno.</em></p>
<p><strong>Il Museo Civico</strong> –Da alcuni mesi è stato aperto al pubblico il nuovo <strong>Museo Civico di Barletta </strong>all’interno del Castello Normanno-Svevo-Angioino in cui sono stati raccolti reperti archeologici e opere d’arte frutto di donazioni pubbliche e private. Il museo ospita, in particolare un busto del XIII secolo dell’Imperatore<strong> <a href="http://www.casteldelmonte.net/category/federico-ii-di-svevia/">Federico II di Svevia</a></strong> che, a mio avviso, merita attenzione. L’interesse verso questa scultura mi è stato suscitato, oltrechè dall’esser riuscita a superare il tempo e la storia – i segni sul viso sono un dato evidente – da una riflessione puntuale di Cosmo Damiano Fonseca: «…Federico II è certamente un personaggio che turba e affascina anche per le sue contraddizioni. I messaggi che, senza cedere alle tentazioni di attualizzare il personaggio, l’Imperatore può trasmettere sono molteplici: l’universalismo come valore di coesione della Vecchia Europa, il senso dello Stato visibile nelle sue Costitutiones, la curiosità della ricerca come veicolo di crescita personale, etica e civile. Agli Studenti di Napoli e di Bologna Federico aveva scritto più volte sostenendo in una solenne occasione che… <em>senza la scienza, non si consegue alcuna dignità</em>…».</p>
<div id="attachment_1983" style="width: 550px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-medium wp-image-1983" title="800px-Barletta_Rivellino_del_castello" src="http://www.casteldelmonte.net/wp-content/uploads/2012/09/800px-Barletta_Rivellino_del_castello-540x353.jpg" alt="" width="540" height="353" /><p class="wp-caption-text">Castello di Barletta (BA), sede del Museo Civico</p></div>
<p><strong>Il Regno – </strong>L’attento studio della scultura, gli abiti imperiali, la clàmide, fermata sulla spalla da una fìbula. Il volto ruotato lateralmente, i cappelli raccolti in piccole ciocche sotto una corona d’alloro, ad imitazione dei ritratti d’età adrianea e la riflessione puntuale mi hanno portato ad immaginare una sintesi: doveva essere un regno interessante quello normanno-svevo in cui si parlava <em>latino</em>, <em>greco</em> e <em>arabo</em>. Tre lingue, tre culture, tre idiomi caratterizzanti un periodo storico di assoluto splendore nella storia della cultura europea del XII secolo. Nel regno circolavano le nuove <em>teorie del sapere, </em>prima fra tutte le <em>scienze della <a title="Post taggati con natura" href="http://www.ambienteambienti.com/tag/natura" rel="tag">natura</a></em>. Uomini di scienze, letterati, geografi, filosofi crearono un’atmosfera d’internazionalismo che rafforzò, sul piano politico, il progetto statuale dell’Imperatore.</p>
<p><strong>I metodi di studio e il <a title="Post taggati con pensiero" href="http://www.ambienteambienti.com/tag/pensiero" rel="tag">pensiero</a> – </strong>I metodi di studio sperimentali suggeriti da un modo di concepire le scienze naturali fondate sulla <strong>tradizione</strong>, sulla diretta <strong>osservazione</strong> dei fenomeni e sulla loro costante <strong>verifica</strong>, diedero vita al <strong>moderno movimento scientifico</strong>. Era già diffusa la famosa metafora di Bernardo Chartres «…noi siamo come il nano sulle spalle del gigante; egli vede più in là del gigante non grazie alla propria statura ma quella del suo sostegno…». Questo punto di vista guidava studiosi laici verso <strong>l’indipendenza del pensiero.</strong> Una rinascita intellettuale, una moderna e significativa rivoluzione tecnologica fondata nella dignità e nell’intelligibilità dell’uomo, della natura e del rapporto tra essi. L’Imperatore era sensibile alle domande della scienza, della tecnica e dell’arte al pari della politica. Non è un caso che alla corte svevo-normanna abbiano trovato ospitalità scienziati come <strong>Ibn-Idris</strong> che si manifesto nell’originalissima rappresentazione grafica di nuova concezione dei <em>sette climi</em> e dello <em>studio dei luoghi</em>, assegnando alle aree abitate della terra <em>sette paralleli</em> e <em>dieci meridiani</em>.</p>
<p><strong>Il pensiero Aristotelico – </strong>Inoltre, negli ambienti del regno circolava il principio della sfericità della Terra, principio che era stato di <a title="Post taggati con Aristotele" href="http://www.ambienteambienti.com/tag/aristotele" rel="tag">Aristotele</a> e che l’uomo fosse intimamente legato all’ambiente fisico in cui viveva. Una conoscenza che aprì <strong>la via del fare.</strong></p>
<p><strong>L’interesse dell’Imperatore per la geografia era sostenuto dal desiderio di organizzare il territorio sulla base di una conoscenza dell’ambiente,</strong> della <em>tecnica</em>, dell’<em>arte della navigazione</em>, della<em>cartografia</em>, dell’<em>architettura</em> e dei nuovi <em>sistemi</em> per misurare il <em>tempo</em> e lo <em>spazio</em>, facendo coincidere spazio geografico e spazio giuridico costruendo architetture limpide: <em>Porte</em>, <em>Castelli,</em> <em>Fortificazioni; </em>formidabili <strong>strumenti di controllo del territorio.</strong> Inoltre la conoscenza geo-fisica sviluppò nell’Imperatore una visione dell’universo in cui la compenetrazione tra cielo e terra era strettissima accomunando contemporaneamente la religione cristiana, musulmana e greco-bizantina. Il momento culturale più qualificante fu l’esperienza delle traduzioni di testi filosofici dal greco, dall’arabo e dal latino che crearono un’irruzione in occidente tra il XII e il XIII secolo dell’aristotelismo, frutto di un’operazione culturale di portata notevolissima a cui noi dobbiamo molto in termini di formazione complessiva.</p>
<p><strong>(pubblicato su <a href="http://www.ambienteambienti.com/featured/2011/07/news/federico-ii-l’ultimo-imperatore-42610.html" target="_blank">AmbienteAmbienti.com</a>)</strong></p>
<h5>Luoghi Bibliografia e Siti essenziali:</h5>
<ul>
<li>Barletta, <em>Museo Civico</em>, Castello Normanno-Svevo-Angioino.</li>
<li>Federico II di Svevia<em>, De Arte venandi cum avibus</em>,  a cura di Anna Laura Trombetta Budriesi, Editori Laterza, Bari, 2007.</li>
<li><a href="http://www.cesn.it/">http://www.cesn.it/</a></li>
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			<h4>Informazioni sull&#8217;autore</h4>
<p><a href="http://www.casteldelmonte.net/domenico-tangaro/"><strong>Domenico Tangaro</strong></a> &#8211; Architetto, pittore, scrittore, vive in Puglia, dove opera come libero professionista nel suo studio di Andria (Ba). Ha ideato molti progetti di Architettura, Urbanistica e Design di grande importanza per la committenza pubblica e privata in Italia visibili nel sito web <a href="http://www.domenicotangaro.it/" target="_blank">www.domenicotangaro.it</a>.</p>
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