<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Castel del Monte &#124; Puglia &#124; Sito UNESCO &#187; Gazzetta del Mezzogiorno</title>
	<atom:link href="http://www.casteldelmonte.net/tag/gazzetta-del-mezzogiorno/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.casteldelmonte.net</link>
	<description>Il portale di storia, arte, turismo e cultura sul castello federiciano patrimonio dell&#039;umanità</description>
	<lastBuildDate>Fri, 20 Oct 2017 10:03:50 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.7.41</generator>
	<item>
		<title>Non c&#8217;è peggior sordo di chi non vuol sentire</title>
		<link>http://www.casteldelmonte.net/peggior-sordo-di-chi-non-vuol-sentire-soprintendenza-castel-del-monte/</link>
		<comments>http://www.casteldelmonte.net/peggior-sordo-di-chi-non-vuol-sentire-soprintendenza-castel-del-monte/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2012 09:53:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Nichi Gammarrota]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Gazzetta del Mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici]]></category>
		<category><![CDATA[Strada dei Vini Doc Castel del Monte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.casteldelmonte.net/?p=2172</guid>
		<description><![CDATA[<!--:it-->Una vicenda di ordinaria incomunicabilità tra la società produttiva, alla ricerca di nuove opportunità di crescita, e la Soprintendenza ai Beni Culturali.<!--:-->]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it-->Credo non ci sia proverbio più azzeccato! Ho immediatamente associato questo antico detto alla situazione che leggevo sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 21 settembre scorso. L&#8217;articolo riportava una vicenda, accaduta pochissimo tempo addietro, che illustrava una situazione di ordinaria incomunicabilità tra persone di culture diverse; soggetto inconsapevole, il Castel del Monte.</p>
<p>In occasione di un servizio giornalistico che avrebbe dovuto avere come tema la promozione della eno-gastronomia locale, una emittente tedesca ha fatto richiesta alla Soprintendenza delle Belle Arti di effettuare le riprese al Castel del Monte. In risposta, ha ottenuto una richiesta di 5.000,00 euro per la concessione dei diritti di ripresa. La richiesta è stata ritenuta troppo onerosa ed il servizio è saltato. Di qui il malcontento degli operatori locali manifestato attraverso un loro rappresentante, il dr. Giuseppe Marmo, Presidente del Comitato di Gestione &#8220;<a title="Strada dei Vini DOC Castel del Monte" href="http://www.stradavinicasteldelmonte.it/home.php">Strada dei Vini DOC Castel del Monte</a>&#8220;.</p>
<p>Non sono certo nuove le situazioni che vedono confrontarsi, non tanto interessi diversi, quanto culture e modi di vedere diversi e quasi sempre contrapposti.  A conferma di questo, la famosa trasmissione di Rai 3, <a title="Report" href="http://www.report.rai.it/dl/Report/Page-8200206a-0877-46c1-ab57-c774db2c6d38.html" target="_blank">Report</a>, nella scorsa stagione, ha addirittura dedicato una intera <a title="Mali culturali - Report 4-12-2011" href="http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-11388569-77af-4d72-a688-709c0a05f188.html" target="_blank">puntata</a> all&#8217;argomento della valorizzazione dei nostri beni culturali.</p>
<p>Non sono in grado di valutare se nel caso denunciato i cinquemila euro richiesti per la concessione dei diritti di ripresa televisiva dalla Soprintendenza siano molti o pochi, ma certamente posso affermare che ancora una volta non si è stati in grado di cogliere un&#8217;opportunità.</p>
<p>La situazione e l&#8217;articolo in questione hanno riportato alla mia mente quei vecchi professori che discernevano tra cultura con la &#8220;C&#8221; maiuscola e cultura con la &#8220;c&#8221; minuscola; che contrapponevano il sapere &#8220;classico&#8221; al sapere &#8220;scientifico&#8221;, dando ovviamente più valore al primo che al secondo. Credo che che ne esistano ancora. Tra questi antichi e sterili distinguo sono venute sù generazioni e generazioni di professionisti e così, quindi, anche la classe dirigente e della burocrazia. I corsi universitari che producono i nuovi manager che gestiranno secondo criteri moderni il nostro patrimonio culturale sono cosa ancora troppo recente. Ma, così dicendo, sembrerebbe che sia tutta colpa di Soprintendenti ottusi e cerberi nella difesa dei nostri beni culturali; ovviamente così non è, sarebbe troppo facile ridurre il tutto alla ricerca dell&#8217;unico colpevole. Il vero problema, a mio parere, è il sistema Italia che ancor oggi alimenta un brodo di cultura che genera legislazioni criptiche e sovrapponenti, che pone ai livelli più alti di comando quasi sempre persone formate in materie con la &#8220;C&#8221; maiuscola e poco inclini a dare ad altre &#8220;culture&#8221; la stessa dignità della loro e quindi realmente aperte ad un vero confronto; un sistema che, al di là delle parole e dei buoni propositi, è così tanto rivolto al passato quanto poco al futuro, che vede proprio in questo futuro più una fonte di rischio che di opportunità.</p>
<p>È utile ricordare, però, che in molti di quei casi in cui si è voluto fare i &#8220;moderni&#8221; si sono ceduti beni di elevato valore a privati, senza esercitare i dovuti controlli; ne sono nati alberghi di lusso; beni, di fatto, sottratti alla comunità. Ovviamente non si può fare di tutta l&#8217;erba un fascio però credo sia giusto ammettere che in questi casi il partito dei vituperati burocrati avebbe fatto bene a tener stretta la cinghia dei permessi e delle concessioni.</p>
<p>La ricerca dell&#8217;equilibrio, per noi italiani, è sempre stato un esercizio ostico; confondiamo spesso l&#8217;equilibrio con il compromesso, nel cui esercizio siamo invece esperti e non riusciamo a trovare quasi mai un&#8217;altra via possibile, equa e proficua.</p>
<p>Il succitato articolo è denso di spunti su cui si potrebbe lungamente scrivere. Si fa cenno, ad esempio, anche ad episodi passati in cui il permesso di promuovere prodotti eno-gastronomici della nostra terra presso il Castel del Monte sia stato negato. La puerile concezione che vede le due culture, quella artistica e architettonica opposta a quella più antropologica espressa dall&#8217;eno-gastronomia e perché no, dall&#8217;economia, è figlia del trito e ritrito confronto tra le due &#8220;C&#8221;.</p>
<p>A mio parere, il concetto di equilibrio dovrebbe spostare l&#8217;attenzione dal &#8220;che cosa&#8221; al &#8220;come&#8221;. In pratica, rifacendomi al caso precedente, non si dovrebbe vietare tout court la degustazione di prodotti eno-gastronomici perché degradante per il sito storico, ma concederla a seguito di un reale progetto che attraverso l&#8217;iniziativa valorizzi entrambi gli attori, in questo caso il Castel del Monte ed i prodotti del territorio, creando così una valore superiore alla somma dei singoli addendi. Aggiungo, un progetto che dovrebbe prevedere un piano di monitoraggio ed un controllo da parte della Soprintendenza, non tanto dei requisiti, che pur sono necessari (molto spesso ci si ferma a questi), quanto del raggiungimento degli obiettivi concordati, ripeto &#8220;concordati&#8221;, non concessi.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo, dei controlli, è un altro dei punti dolenti del nostro sistema; si oscilla tra l&#8217;asfissiante e l&#8217;inesistente, quasi senza vie di mezzo. Spesso si preferisce vietare perché non si hanno gli strumenti, soprattutto culturali, per controllare. Ci si limita ad un &#8220;c&#8217;è la legge?&#8221; o &#8220;non c&#8217;è la legge?&#8221;, &#8220;cosa prevede il regolamento?&#8221;; non si entra nel merito dei contenuti. E così, quando poi si controlla, questo si riduce ad una verifica puramente burocratica.</p>
<p>Non è necessario copiare dagli USA, i migliori nel tradurre qualsiasi cosa in business, come spesso qualcuno auspica; lì il modello culturale di riferimento è notevolmente diverso, oltre che quello legislativo.</p>
<p>Basta guardare vicino, alla Spagna ad esempio, che con i &#8220;Paradores&#8221; ha creato un modello di circuito turistico che valorizza i loro castelli e le antiche dimore soprattutto come beni storici oltre che come beni portatori di redditività.</p>
<p>Oppure analizzare quanto hanno realizzato in Francia con la tutela e la valorizzazione economica dei loro famosi castelli. Non è sempre necessario percorrere strade originali, basta osservare i migliori ed adattare.</p>
<p>Dovremmo spogliarci dal ruolo di &#8220;primi&#8221; custodi del più grande patrimonio storico e artistico della Terra, del primato indubbio che abbiamo nel campo della conservazione e cercare di scalare un&#8217;altra classifica, quella della valorizzazione anche economica dei nostri beni. Al di là dei buoni propositi espressi dalla classe politica, se le &#8220;culture&#8221;, fino ad oggi contrapposte, non comprenderanno il valore della vera posta in gioco, limitandosi ad una visione di parte, gli episodi di divieto, o per contrappasso, di abuso, si ripeteranno in eterno. L&#8217;unica cosa certa è che a perderci saremo noi italiani.<!--:--></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.casteldelmonte.net/peggior-sordo-di-chi-non-vuol-sentire-soprintendenza-castel-del-monte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ricerca: Castel del Monte residenza imperiale per cura del corpo e dello spirito</title>
		<link>http://www.casteldelmonte.net/ricerca-castel-del-monte-residenza-imperiale-per-cura-del-corpo-e-dello-spirito/</link>
		<comments>http://www.casteldelmonte.net/ricerca-castel-del-monte-residenza-imperiale-per-cura-del-corpo-e-dello-spirito/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2012 09:31:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna web]]></category>
		<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[Buongiorno Regione]]></category>
		<category><![CDATA[Gazzetta del Mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Fallacara]]></category>
		<category><![CDATA[TGR Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Ubaldo Occhinegro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.casteldelmonte.net/?p=2360</guid>
		<description><![CDATA[[ Aggiornamento ] Ubaldo Occhinegro e Giuseppe Fallacara hanno rilasciato questa intervista a Teevu Italia in occasione della presentazione del libro ad Andria, il 2 dicembre: BARI – Una residenza imperiale per la cura del corpo e dello spirito: secondo una ricerca pubblicata da due ricercatori del Politecnico di Bari è questo il segreto di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it--><br />
<h5>[ Aggiornamento ]</h5>
<p>Ubaldo Occhinegro e Giuseppe Fallacara hanno rilasciato questa intervista a Teevu Italia in occasione della presentazione del libro ad Andria, il 2 dicembre:</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/p6uU11TVjk0" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<hr />
<p>BARI – Una residenza imperiale per la cura del corpo e dello spirito: secondo una ricerca pubblicata da due ricercatori del Politecnico di Bari è questo il segreto di Castel del Monte, simbolo della Puglia dal XIII secolo, che ha da sempre polarizzato le attenzioni degli studiosi di tutto il mondo. Il castello viene definito dall’Unesco un capolavoro unico dell’architettura medievale, che riflette l’umanesimo del suo fondatore: Federico II di Svevia. “La sua forma fortemente geometrica e unica rispetto ad altri edifici medioevali, l&#8217;articolazione su due livelli, la collocazione geografica, ha prodotto almeno 500 ricerche in tutto il mondo, nessuna delle quali però – si ricorda in una nota del Politecnico – è riuscita a svelare e a convincere fino in fondo i perchè di quel castello così &#8216;diversò”.</p>
<p>Due ricercatori della Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari, <a title="Ubaldo Occhinegro, Giuseppe Fallacara – Castel del Monte" href="http://www.casteldelmonte.net/ubaldo-occhinegro-giuseppe-fallacara-castel-del-monte/">Giuseppe Fallacara e Ubaldo Occhinegro</a>, sostengono, attraverso una ricerca recentemente pubblicata, che quel castello voluto fortemente dall’imperatore, era un tempio dedicato alla cura del corpo e dello spirito.</p>
<p>“Castel del Monte – dicono – fu edificato nell’ambito del potenziamento di tutte le strutture fortificate dell’Italia meridionale. Accanto a queste, Federico II, pensò alla costruzione di un tempio, il più magnifico di tutti gli edifici da lui visti ed ammirati, da Palermo a Roma, da Beirut a Gerusalemme. Un tempio per lo spirito, per la cura del corpo e per il culto della bellezza, alla ricerca dell’immortalità che gli spettava di diritto, quale imperatore di tutti gli uomini, eletto direttamente da Dio e lo fa realizzare, secondo tecniche orientali, legate agli Hammam arabi, veri centri di cura del corpo, di origine romana, che si avvalgono dell’uso di vapore, acqua corrente e variazioni di temperatura degli ambienti”.</p>
<p>Fallacara e Occhinegro realizzano una ricostruzione del castello attraverso le immagini, così come doveva apparire al visitatore del 1240. Il maniero, nell’insieme, appare “concepito e realizzato come una macchina di ingegneria idraulica, in grado di soddisfare le necessità, forte di 5 cisterne pensili, di cui 2 a piano terra, 5 grandi camini e le relative superfici interne ed esterne, progettate per raccogliere e veicolare le acque meteoriche”.</p>
<h5>Fonte: <a href="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=555918&amp;IDCategoria=1">GazzettadelMezzogiorno.it</a></h5>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/ZGmNWDne5MI" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p style="text-align: center;">Il servizio di TG NORBA 24</p>
<ul>
<li>
<h5>L&#8217;intervista dei ricercatori a  Buongiorno regione &#8211; <a href="http://www.tgr.rai.it/dl/tgr/regioni/PublishingBlock-4d3a91af-a664-4722-84df-0bdae278da09.html?idVideo=ContentItem-634f0c02-b5c6-4fe0-9080-3feeed14cf83&amp;idArchivio=Buongiorno">TGR &#8211; Puglia</a> (dal min. 15: 35)</h5>
</li>
</ul>
<p><!--:--></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.casteldelmonte.net/ricerca-castel-del-monte-residenza-imperiale-per-cura-del-corpo-e-dello-spirito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A.A.A. Cartoline di Castel del Monte cercasi</title>
		<link>http://www.casteldelmonte.net/a-a-a-cartoline-di-castel-del-monte-cercasi/</link>
		<comments>http://www.casteldelmonte.net/a-a-a-cartoline-di-castel-del-monte-cercasi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Sep 2012 11:53:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Lotito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Bell'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Cartoline]]></category>
		<category><![CDATA[Gazzetta del Mezzogiorno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.casteldelmonte.net/?p=1815</guid>
		<description><![CDATA[Un articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno online ci informa di una lettera pubblicata sul mensile Bell&#8217;Italia, nella quale un turista austriaco, in visita a metà giugno a Castel del Monte, denuncia con sconcerto l&#8217;assenza di cartoline in vendita presso il prestigioso e visitatissimo monumento patrimonio dell&#8217;umanità: Il viaggiatore nella sua lettera usa un filo d’ironia, neppure tanto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it-->Un <a href="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=547431&amp;IDCategoria=1" target="_blank">articolo</a> pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno online ci informa di una lettera pubblicata sul mensile <a href="http://www.cairoeditore.it/index.php?option=com_flippingbook&amp;Itemid=83&amp;book_id=1586" target="_blank">Bell&#8217;Italia</a>, nella quale un turista austriaco, in visita a metà giugno a Castel del Monte, denuncia con sconcerto <strong>l&#8217;assenza di cartoline in vendita</strong> presso il prestigioso e <a title="Castel del Monte al 4° posto tra i siti più visitati d’Italia" href="http://www.casteldelmonte.net/castel-del-monte-al-4-posto-tra-i-siti-piu-visitati-ditalia/" target="_blank">visitatissimo</a> monumento patrimonio dell&#8217;umanità:</p>
<blockquote><p>Il viaggiatore nella sua lettera usa un filo d’ironia, neppure tanto sottile, e ricorda che a Castel del Monte vendono di tutto: dal biglietto per il parcheggio al biglietto per lo shuttle-bus e, naturalmente, il biglietto per l’entrata. «Ma – aggiunge – non vendono purtroppo una cartolina che sia una. Chiediamo ai presenti e ci dicono di rivolgerci al vicino bar. Al bar, però, ci dicono che sono esaurite. Esaurite già a metà giugno?». Rainer Warnecke conclude la sua lettera raccontando che a coloro a cui avevano promesso una cartolina di Castel del Monte, hanno spedito quelle che avevano a casa, acquistate durante una precedente visita al castello andriese. Clamoroso: cartoline di Castel del Monte spedite, ma da Vienna.</p></blockquote>
<p>L&#8217;articolo si conclude con l&#8217;appello dell&#8217;autore ad attuare «con serietà e concretezza un vero piano che assicuri la tutela, la salvaguardia, e contemporaneamente la conoscenza e la promozione» di Castel del Monte.</p>
<p>Ci è sembrata molto interessante la<strong> reazione dei lettori</strong> espressa nei commenti all&#8217;articolo. Scrive il lettore <em>pugliese</em>:</p>
<blockquote><p><strong>Si mandano ancora le cartoline in tempi di smartphone, e-mail, mms, social network?</strong> E poi se non ci sono privati che le vendono, chi dovrebbe farlo, forse qualche carrozzone pubblico? Sicuramente è strano che in un luogo turistico nessuno venda le cartoline, però si può chiedere ai commercianti del posto di vendere anche le cartoline.</p></blockquote>
<p>a cui fanno eco <em>Martonix</em> da Busnago e <em>Amalia</em> da Andria:</p>
<blockquote><p><strong>Probabilmente il visitatore è indietro con la tecnologia</strong> giacchè esistono altri sistemi che in tempo reale trasmettono immagini e saluti e baci.<br />
[...]<br />
Sono di Andria, e mi pare che sia necessaria un po&#8217; di chiarezza a beneficio di chi non ha mai visitato Castel del Monte. Il castello si trova a 20 chilometri da qualsiasi centro abitato, nelle vicinanze ci sono solo i parcheggi e un ristorante-bar (tutti di proprietà privata). All&#8217;interno si trova un fornitissimo bookshop che ha libri e guide ma non cartoline, <strong>a causa, semplicemente, della richiesta limitatissima</strong> [...] Ma noto che qualsiasi protesta, anche la più insignificante, trova accoglienza compiaciuta nei nostri mezzi di comunicazione. <strong>Non facciamoci ingannare da un problema piccolissimo e marginale come la mancanza di cartoline, per favore!!</strong></p></blockquote>
<p>Di<strong> parere opposto</strong> gli altri commenti, che riassumiamo con l&#8217;intervento di <em>Mimmo</em> da Bari:</p>
<blockquote><p><em>La polemica non è del tutto faziosa, lettore Martonix. [...] <strong>Ancora oggi le cartoline si trovano in tutti i posti, ancora oggi si stampa il francobollo</strong>. Diciamo che era romantico ricevere gli auguri, i saluti per posta ed ora, si dice che probabilmente il visitatore è indietro con la tecnologia giacchè esistono altri sistemi che in tempo reale trasmettono immagini e saluti e baci. <strong>NON TUTTI USANO E CONOSCONO QUESTI MEZZI E CANALI</strong>. LA CARTOLINA RICEVUTA DAL POSTINO, SUSCITA SEMPRE UNA EMOZIONE CHE LA TECNOLOGIA NON REGALA</em>.</p></blockquote>
<p><strong>Voi cosa ne pensate?</strong> La vecchia, &#8220;romantica&#8221; cartolina cartacea è davvero diventata obsoleta nell&#8217;era del web, degli smartphone e dei social network? Gli strumenti tradizionali, quando si tratta di promuovere beni culturali patrimonio di tutti, devono anch&#8217;essi sottostare alle leggi di mercato, basate sul rapporto tra domanda ed offerta, oppure devono essere accessibili a tutti indistintamente?</p>
<p><strong>Fateci sapere la vostra nei commenti!</strong></p>
<h4>Redazione</h4>
<p><!--:--><!--:en-->&nbsp;</p>
<p><!--:--><!--:de-->&nbsp;</p>
<p><!--:--></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.casteldelmonte.net/a-a-a-cartoline-di-castel-del-monte-cercasi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
